Scorrendo la lista dei film che usciranno quest’anno ci si accorge che il genere più diffuso sarà quello della commedia drammatica; sembra una definizione contradditoria e fuori luogo ma così è. La crisi che affrontano i protagonisti viene messa in scena con voglia di evasione, risate amare e con tanta speranza (aleggia il momento socio-politico?). Una delle più riuscite (almeno fin qui) è sicuramente The Descendants, la nuova pellicola di Alexander Payne. Ambientato interamente alle Hawaii, il regista lavora sul contrasto tra quello che tutti considerano il paradiso terrestre e il momento drammatico che deve affrontare il protagonista Matt King. Non c’è più quella spensieratezza che un luogo simile può offrire; il posto da favola diventa un campo di battaglia dove si mette in discussione tutta la vita. Lo scontro principale, però, non avviene contro la condizione di salute grave della moglie o il tradimento coniugale, piuttosto contro sè stesso. Matt capirà che il passato è il passato e che dovrà uscire dal torpore lavorativo per riconquistare il suo bene più prezioso: la famiglia. Il film affronta questi temi con grande umiltà senza far avvertire allo spettatore il peso gravoso del dramma offrendo talvolta anche situazioni volutamente stonate; molte volte si sorride accettando insieme al protagonista la situazione in cui è. Il tutto è supportato dalla grande interpretazione di George Clooney. Certo, si sa che è un bravissimo attore ma in questo film si cala nei panni in modo perfetto recitando in modo da far trasparire le emozioni, senza pavoneggiarsi o atteggiarsi da divo di Hollywood. Da Oscar.
