J.Edgar

Ovvero l’uomo più potente del pianeta.Già,così dovrebbe essere. Interpretato da un ottimo Leonardo di Caprio il film porta in scena l’ascesa al potere di J.Edgar, umile agente di polizia che diventa ben presto capo del servizio FBI. Fin qui nulla di ineccepibile, l’idea non era affatto malvagia: ripercorrere la vita oscura di un uomo misterioso. Clint Eastwood però, dopo alcuni minuti iniziali, vira il suo sguardo interessandosi più sulla presunta storia omosessuale di J.Edgar con l’agente Clyde Tolson e sul rapporto quasi morboso con la madre. Ne esce un personaggio caricaturale e in alcuni casi addirittura patetico: la storia d’amore omosex in alcune scene sembra parodiare Sandra&Raimondo;la totale sottomissione alla madre lo fa apparire come un bambino di 5 anni (quiz: quante volte avrà detto “si mamma”?). Probabilmente mi aspettavo di vedere più azione,più mordente e,sì, anche momenti di debolezza (in fondo è umano) ma non di certo un sottofondo di 2 ore e passa di patetismo.Insomma speravo di vedere in azione vera il numero uno dell’FBI in momenti critici della storia americana: che cosa fece J.Edgar dopo l’uccisione di JFK?Che cos’era in realtà il suo archivio personale?Quali erano i suoi rapporti con i presidenti?Il film lambisce solo alcuni aspetti superficiali e lascia insoddisfatte risposte.Di certo questo J.Edgar non poteva essere l’uomo più potente del pianeta.